Piano di interventi contro la violenza su donne e bambini in Capitanata

E’ stata costituita formalmente la “Rete contro la violenza alle donne e ai minori della provincia di Foggia”. Un progetto finalizzato a rafforzare il lavoro di rete, quale presupposto per progettare ed attuare un’azione congiunta e diffusa di prevenzione, conoscenza, informazione, formazione, contrasto e sostegno alle donne vittime di violenza, abuso e maltrattamento. Il lavoro di co-progettazione, la cui cabina di regia è stata condotta dalla Provincia di Foggia, ha visto coinvolti la Consigliera di Parità Provinciale, gli Ambiti Territoriali di Cerignola, Foggia, Lucera, Manfredonia, San Marco in Lamis, San Severo, Troia e Vico del Gargano, l’Azienda Sanitaria Locale della Provincia di Foggia, le Aziende Ospedaliere “O.O. R.R.” di Foggia e “Casa Sollievo della Sofferenza” di San Giovanni Rotondo, la Prefettura, l’Ufficio scolastico, l’Università di Foggia, le Forze dell’Ordine e le organizzazioni del Terzo settore, fra cui circoli culturali, movimenti, associazioni e cooperative, come la Cooperativa Paidòs di Lucera. Il cartello è lungo e fitto e teso a costituire una rete stabile tra Istituzioni, Enti, Associazioni ed Organizzazioni, per favorire lo sviluppo di procedure omogenee di prevenzione ed attivare l’immediato intervento dei soggetti aderenti su base provinciale e zonale-distrettuale.

01/08/2013                       www.teleblu.tv

 

Definire un sistema di interventi organici su scala provinciale, potenziare ed aggiornare la qualità dell'attività formativa per gli operatori sociali, costruire una banca dati che consenta un più preciso monitoraggio del territorio, in stretta sinergia con le Forze dell'Ordine e gli Ambiti Territoriali di Capitanata, costruire il ‘Centro provinciale Anti Violenza'. Sono alcuni degli obiettivi strategici contenuti nel ‘Piano Triennale di Interventi Locali' predisposto dall'assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Foggia per la prevenzione ed il contrasto della violenza su donne e minori. Il programma, a valere sul triennio 2011/2013, è stato redatto nel rispetto delle linee guida della Legge nazionale n.53 dell'8 marzo 2000, con la collaborazione operativa degli Ambiti Territoriali di Foggia, Lucera, Manfredonia, San Marco in Lamis, San Severo, Troia e Vico del Gargano, dell'Azienda Sanitaria Locale e attraverso il supporto tecnico di vari enti, tra cui la Cooperativa Paidòs di Lucera.

La lotta alla piaga della violenza sulle donne e sui minori – afferma il presidente della Provincia, Antonio Pepe – rappresenta per il sistema degli Enti locali un fronte sul quale occorre rafforzare l'impegno di prevenzione e sensibilizzazione culturale. Il Piano triennale varato dalla Provincia di Foggia vuol essere uno strumento agile e moderno di sostegno alle altre azioni già attivate nel campo delle politiche sociali in Capitanata; e nello stesso tempo un elemento di innovazione alla luce dei numeri e delle cifre che riguardano questo preoccupante e drammatico fenomeno”. A livello provinciale, infatti, l'aumento della dimensione degli episodi di violenza su donne e minori è confermato dai dati registrati dalla Questura di Foggia, i quali attestano una crescita raddoppiata dal 2006 ad oggi. In particolare, lo Sportello Donna attivo presso la Questura di Foggia nel 2006 ha fatto registrare 50 casi di maltrattamento contro i 110 del 2008; mentre le violenze sessuali sono passate dalle 23 del 2006 alle 46 del 2009.

“È di tutta evidenza – aggiunge l'assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Foggia, Antonio Montanino – che il contrasto di questa emergenza non può che svilupparsi chiamando a raccolta tutte le istituzioni che a vario titolo possono fornire un contributo concreto”. In quest'ottica l'Ente di Palazzo Dogana “ha inteso svolgere un ruolo chiave, di coordinamento progettuale ed operativo, sintesi dell'attività di ciascuno degli Enti che partecipano alle iniziative contenute nella programmazione provinciale”.

Le principali criticità che il Piano provinciale si prefigge di affrontare riguardano la sfera culturale, ma anche l'adeguatezza dei servizi e delle strutture, con la necessità di dare vita ad una ‘rete territoriale' che impedisca la frammentazione degli interventi, soprattutto da parte delle istituzioni pubbliche. “La nostra programmazione di contrasto al fenomeno della violenza sulle donne – spiega l'assessore provinciale alle Politiche Sociali, Antonio Montanino – ha dunque l'obiettivo di delineare le strategie e gli interventi necessari a rispondere, nei prossimi tre anni, in modo adeguato al fenomeno della violenza perpetrata contro le donne nella provincia di Foggia, sia quella che accade in ambiti strettamente privati, come le mura domestiche, il posto di lavoro, fra amici o conoscenti (la cosiddetta violenza da fiducia), sia quella che avviene negli ambiti dello sfruttamento sessuale”.

Il progetto prevede essenzialmente sei fasi di attività: 1) quella di ‘networking', finalizzata ad integrare politiche, saperi, competenze, metodologie di lavoro e buone prassi e mettere a punto strategie di intervento comuni e condivise; 2) quella di potenziamento dei servizi antiviolenza, finalizzata a creare strutture e strumenti di sostegno concreto alle vittime di violenza; 3) quella di informazione e formazione, rivolta ad operatori di enti e di associazioni finalizzata alla costruzione di conoscenze, competenze e linguaggi comuni ed omogenei; 4) quella di sensibilizzazione sul territorio e nelle scuole, finalizzata a diffondere la cultura della non violenza; 5) quella relativa alla sperimentazione di percorsi di inserimento lavorativo e di inclusione sociale rivolti a donne vittime di violenza; 6) quella di comunicazione e promozione, finalizzate entrambe ad informare i cittadini sui servizi e a diffondere nelle vittime di violenza quel senso di fiducia e sicurezza legato alla conoscenza del sistema e alla presenza di punti di riferimento stabili.

Tra gli elementi di maggiore rilevanza della programmazione spicca l'aspetto inerente il potenziamento dei servizi, a cominciare dalla realizzazione del secondo ‘Centro Anti Violenza' provinciale. Si tratta di un'azione volta a rafforzare il sistema della rete dei servizi contro la violenza di genere, andando a supportare l'altro Centro già previsto in programmazione nel Piano Sociale di Zona del II triennio dell'Ambito di Foggia, i cui servizi saranno estesi a tutto il territorio provinciale. Il ‘Centro Antiviolenza' sovra zonale costituisce un supporto all'equipe multidisciplinare ‘anti violenza' di ciascun Ambito territoriale, offrendo una vasta gamma di servizi e prestazioni quali consulenza specialistica, attraverso la presenza di figure professionali esperte (avvocato, psicoterapeuta, esperto di inserimento lavorativo); un punto di ascolto telefonico, attraverso l'attivazione di un numero verde operativo ‘h 24'; una equipe specializzata per il fenomeno della tratta; un'attività di orientamento e inserimento socio-lavorativo; un raccordo del sistema di pronto intervento; una formazione specialistica di aggiornamento rivolta prioritariamente agli operatori delle equipe integrate multidisciplinari e multi professionali ed agli operatori, pubblici e privati, dei centri antiviolenza.

Di particolare strategicità, poi, la realizzazione di una ‘Casa rifugio per l'accoglienza' e la messa in protezione delle donne vittime di violenza e dei figli minori a carico; la costituzione di un ‘Fondo sovra ambito' per il sostegno al reddito ed il sostegno abitativo alle donne vittime di violenza (attraverso la sottoscrizione di appositi accordi, gli Ambiti territoriali e la Provincia di Foggia si impegneranno a costituire un fondo le cui risorse saranno utilizzate per sostenere i percorsi di messa in protezione delle donne vittime di violenza che molto spesso richiedono la necessità di trovare soluzioni abitative alternative alle strutture residenziali locali).

"Consideriamo questo piano uno dei punti di maggiore eccellenza della programmazione dell’Amministrazione provinciale nel campo delle politiche sociali – conclude l’assessore Montanino – Esso si muoverà in parallelo con altri importanti strumenti già messi in campo in questi anni, a cominciare dai progetti 'Roxana' e 'Aquilone'. Partendo dalla difesa della donna e dei minori vogliamo infatti provare a costruire un sistema ampio, partecipato e concreto di tutela sociale e civile".

01/08/2013                      www.osservatoriofoggia.it

 

 



 

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